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Come comportarsi con un bambino ADHD

Come comportarsi con un bambino ADHDSono anni che mi interrogo se sia giusto o meno esternare i miei sentimenti di mamma in merito al mio bambino. Se dovessi scrivere un libro sulle nostre vicessitudini mi viene in mente “Noi e l’ADHD”.
L’ADHD è l’acronimo di Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder conosciuto in Italia come Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Non è una malattia né voglio ritenerla tale, ma i bambini ai quali viene certificata questa etichetta hanno necessità di terapie occupazionali, psicomotricità e quant’altro per arginare l’impulsività, la vivacità e di conseguenza la mancanza di concentrazione che è il vero mostro da combattere. Mi rivolgo a chi non conosce questo deficit, anche se io mi ostino a chiamarlo “modo di essere”:attenzione ai pregiudizi verso questo bambini! Sull’iperattività ci sarebbe tantissimo da dire, a cominciare dal fatto che oramai il termine viene utilizzato a destra e a manca senza motivo. Un conto è un bimbo ipervivace, altro è un bambino ADHD.
In ogni caso, specie quando l’iperattività è associata ad altri disturbi ( di apprendimento, ad esempio), la parola d’ordine è affìdarsi ad esperti seri, capaci, con i quali entrare in sintonia per lavorare in rete e offrire al bambino un percorso di crescita positivo. Non si guarisce dall’ADHD ma di certo nel tempo si possono smussare quei lati del carattere, l’impulsività in primis, che limitano la quotidianità del piccolo e della famiglia.
I sintomi della sindrome, in generale, sono:impulsività, incapacità d portare a termine un compito lungo, incapacità di ascoltare, difficoltà a concentrarsi, incapacità ad attendere il proprio turno, propensione ad infrangere le regole e a non rispettare l’autorità.
Noi siamo una famiglia normale, come tante altre. Ci siamo dati delle regole, seguiamo una routine quotidiana che fa tanto bene a nostro figlio ma anche alla sua sorellina. Condiamo il tutto con l’affetto, cerchiamo di limitare lo strabordare del suo fare e fare sempre. Evitiamo se possibile situazioni complicate, come il cinema. Ahimè, il nostro amore non è capace di reggere un film intero seduto tranquillo su una poltrona.
Lo sport è consigliatissimo. Mi viene in mente lo slogan “lo sport è per tutti”. Sicuro?
La nostra esperienza mi ha fatto ricredere. Non tutte le palestre sono disponibili ad accogliere un bambino come il mio perché colpevole di distrarsi facilmente. Non fa nulla che a lui piace, evidentemente non basta. E mi fermo qui.
Tornando alle cose belle penso a noi genitori. Non siamo dei santi, anzi. Inizialmente abbiamo dovuto metabolizzare il tutto, perché a volte lo stress del gestire le piccole cose ti abbatte, ti mette in in discussione. Ma poi ci sono le conquiste, tante, che mano a mano fanno capolino e illuminano le giornate grigie. Un bel voto, un pranzo all’aperto e lui che alleluia! non corre all’impazzata come se non ci fosse un domani.
E ancora gli amici che gli vogliono bene, la sua dolcezza e i suoi capricci quando dice no e basta, la sua allegria. Poi la sua solarità, e di questa ne abbiamo a tonnellate 🙂
Insomma, a dispetto dell’iperattività, ci impegniamo per conquistare il nostro equilibro, con tutta la serenità possibile. La sua serenità, innanzitutto. E’ questo il nostro obiettivo. Letizia Sartù salento bimbi


2 commenti

  • Gio79 il 27/8/2018 scrive:

    Ciao,
    in merito ai bambini iperattivi, non c’è un dato importante, l’età.
    Rispetto ai sintomi che hai scritto, seppur in modo generale, che possono essere comportamenti normalissimi della maggior parte dei bambini, sarebbe da capire appunto in quale età non sono più così normali, per intenderci.

    Mia figlia ha quasi 4 anni, è molto vivace, tende a non ascoltare e rispettare le regole, però va a giornate, non è una costante.
    E’ intelligente, parla bene da un anno e più, è curiosa e simpatica. Però, spesso ci fa ammattire e ci mette a dura prova.
    Anche lei alla materna, pur partecipando alle attività di gruppo, tenderebbe a iniziare qualcosa e poi a lasciare li per iniziare altro.
    Però è anche vero che la maggior parte dei bambini di tre e quattro anni sono così, non è proprio frequente trovare chi così piccolo se ne sta seduto due o tre ore su una sedia o che esegua i compiti e regole impartiti alla regola. Io almeno non ne conosco.
    Perciò dimmi se mi sbaglio, ma penso che si possa pensare ad un problema extra nel momento in cui crescendo, questi comportamenti tipici, persistono (età scolare, 6/7/8…)e non maturano.
    Grazie Giorgia



    • Super Mamma il 27/8/2018 scrive:

      Guarda gli insegnanti studiano per capire se c’e Un problema oppure è la normale vivacità dinin bambino. Infatti non è un caso che se ne accorge sempre la scuola. Per i genitori il cui bambino è sempre stato così è “normale”. Sicuramente la prova decisiva sono le elementari perché in quel momento non è più concesso ad un bambino di stare per i fatti suoi etc…



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