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Cellule staminali del cordone ombelicale: informare per decidere!

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

 

Nonostante sempre più famiglie guardino con interesse alla pratica di raccolta e conservazione cellule staminali i dubbi, le perplessità e i falsi miti che aleggiano intorno a questo argomento sono ancora numerosi. La disinformazione danneggia soprattutto i futuri genitori che sono i primi a pagarne il prezzo. Nel tentativo di contrastare questa tendenza e fornire loro strumenti utili per prendere una decisione consapevole, si dimostrerà la falsità di alcune tra le più comuni dicerie in circolazione. La prima riguarda il tipo di servizio offerto dalle banche private del sangue cordonale che, secondo alcuni, si limiterebbe alla conservazione autologa. Tuttavia chi lo sostiene confonde la modalità di conservazione, pubblica o privata, con i due tipi di trapianto possibili utilizzando le cellule staminali. Infatti, quello autologo prevede l’infusione delle cellule nel donatore da cui sono state estratte, mentre in quello allogenico esse sono destinate ad un suo famigliare1. Quest’ultimo utilizzo terapeutico è tra l’altro il più diffuso (Fonte EBMT)2. Ebbene,  il sangue del cordone ombelicale conservato privatamente può essere utilizzato sia nel contesto di trapianti autologhi che nel corso di trapianti allogenici (intra – famigliari). Da qui si arriva direttamente ad una seconda considerazione priva di fondamento che riguarda il trapianto autologo. Visto che le cellule trapiantate potrebbero essere portatrici dello stesso difetto per cui si è reso necessario un loro trapianto, questo tipo di intervento dovrebbe considerarsi inutile. Questa affermazione non è corretta perché non tiene conto che l’utilizzo delle staminali cordonali non è limitato al solo contesto emato-oncologico, ma può essere esteso anche all’ambito immunologico e della medicina rigenerativa3. Inoltre si sottolinea che la presenza di precursori di malattie nelle cellule staminali la si rileva non solo nelle staminali cordonali, ma anche in altri tipi cellulari come ad esempio le staminali midollari. Un’ulteriore smentita viene dallo stesso Ministero della Salute, che prevede la conservazione dedicata ad uso autologo per quelle famiglie a rischio di avere bambini colpiti da patologie “geneticamente determinate”4. Ultimo esempio di cattiva informazione è che dopo 10-15 anni la crioconservazione non avrebbe più senso perché le cellule, non essendo più vitali, non sono più utilizzabili. Anche questo non è vero, perché i più recenti studi scientifici hanno messo in luce che, trascorsi 24 anni dalla loro estrazione, cellule staminali del cordone ombelicale correttamente conservate sono perfettamente in grado di replicarsi e di differenziare in cellule specializzate con una funzione specifica5,6. Davanti a tanta confusione è normale che i futuri genitori si sentano spaesati e insicuri, tanto più che queste tematiche sono per chi aspetta il primo figlio tutt’altro che famigliari. E non li aiuta di certo il fatto che si dia alle biobanche private poco spazio per esprimersi, che si sorvoli sui limiti della gestione pubblica o il non sapere che il 95% dei cordoni ombelicali viene buttato tra i rifiuti biologici (Fonte ADUC). Un dato allarmante, ma facilmente dimostrabile se si considera che il servizio di raccolta erogato dalle banche pubbliche avviene in orari ristretti ed è sospeso di notte e nei giorni festivi. Il nodo della questione, però, non deve focalizzarsi sullo scontro tra donazione pubblica e raccolta privata; è necessario abbandonare questa dialettica sterile e fornire alle coppie in attesa tutto il supporto informativo necessario per prendere la decisione più giusta per il loro futuro e per quello del loro bambino.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

Note

1. La compatibilità totale tra fratelli è del 25% e decresce col diminuire del grado di parentela.

2. EBMT: European Group for Bone and Marrow Transplantation.

3. Francese, R. and P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol. 136(3): p. 309-22.

4. Decreto Ministeriale del 18 novembre 2009.

5. Broxmeyer H. E., Lee M.R. et al., “Hematopoietic Stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5 years cryopreserved cord blood.” Blood 117(18): 4773-7.

6. Broxmeyer H. E., “Cord blood hematopoietic stem cell transplantation” in StemBook Community TSCR Ed., May 26, 2010.

 


2 commenti

  • maris il 29/6/2012 scrive:

    Grazie per questo post informativo su un argomento così importante!
    C’è troppa ignoranza in giro, spero che le cose cambino presto e in meglio.
    Ciao 🙂



    • Super Mamma il 30/6/2012 scrive:

      lo spero anch’io, ciao e buon week end!



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