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Conviene fare il parto in acqua?

Conviene fare il parto in acqua?

Partorire in acqua è una scelta non ancora del tutto diffusa ma che pian piano sta’ prendendo piede. Le strutture attrezzate per questo tipo di parto non sono ancora molte ma anche in questo caso vediamo che negli ultimi anni, fortunatamente ci sono state strutture ospedaliere che hanno deciso di organizzarsi e investire per permettere alla donna di sceglierlo.

Perché scegliere il parto in acqua?

Partorire in acqua porta notevoli vantaggi tra cui: maggiore rilassamento, travaglio più corto, ridotta richiesta di anestesia/analgesia epidurale e spinale, rispetto al parto che si svolge in maniera tradizionale.

L’acqua ha una temperatura di circa 37° C che favorisce il rilassamento. Inoltre il galleggiamento riduce il peso corporeo e permette maggiore libertà di movimento. Tutto questo comporta una dilatazione più rapida, la produzione di ossitocina e migliora la circolazione sanguigna. Di conseguenza si verifica una migliore ossigenazione dei tessuti muscolari, in modo tale da avere una riduzione delle sensazioni dolorose senza andare ad aumentare la durata del travaglio, cosa che avviene nel caso si scelga l’anestesia epidurale.

In molti casi è stato verificato un abbassamento della pressione arteriosa e in più c’è un aumento del rilascio di endorfine, ormoni che aiutano la sopportazione del dolore. È stato dimostrato che le donne che scelgono questo tipo di parto hanno una minore probabilità di dover ricorrere al parto cesareo e sia di aver bisogno di episiotomia e punti.

Ci sono rischi per il bambino?

Nei primi tempi in cui si utilizzava questa metodica, una delle preoccupazioni principali era che si potesse aumentare il rischio di infezioni per il bambino. Sono stati svolti molti studi a riguardo e si è giunti alla conclusione che non ci sono rischi igienici di infezione, se ci si attiene rigorosamente al protocollo. Anche la possibilità che il bambino possa inalare acqua è molto remota, in quanto il neonato possiede la capacità di rimanere sott’acqua senza respirare e continua a ricevere ossigeno dalla madre fino al taglio del cordone ombelicale. Dunque non solo non si riscontrano controindicazioni per il nascituro ma si ritiene anche che si vada a ridurre lo stress della nascita, in quanto c’è un passaggio meno brusco dall’interno all’esterno.

In quali casi è sconsigliato partorire in acqua?

Questo tipo di parto è controindicato quando ci sono problemi della gestante o sofferenza fetale. Inoltre è sconsigliato per donne che si trovano al di sotto delle 37 settimane di gravidanza.

Come avviene il parto in acqua?

Il parto avviene in un’ampia vasca riempita di acqua a 37°C dove la donna s’immerge e assume la posizione che trova più comoda. La donna entra nell’acqua quando è già iniziata la dilatazione e le contrazioni sono regolari. Al momento della nascita il neonato viene sorretto dall’ostetrica, mentre l’espulsione della placenta avviene di solito al di fuori della vasca. Si può anche scegliere di trascorrere nella vasca solo il periodo del travaglio e di uscirne al momento del parto.

In bocca al lupo a tutte!

Futura Mamma

Debora Monica Ercolano

 


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