Arriva una decisione destinata a far discutere contribuenti, CAF e Agenzia delle Entrate.
Con l’ordinanza n. 449/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito che le spese sostenute per la badante di una persona con disabilità grave possono essere dedotte integralmente dal reddito imponibile. Una pronuncia che ribalta l’interpretazione finora adottata dal Fisco e che potrebbe tradursi in un importante risparmio fiscale per migliaia di famiglie italiane.

Al momento, però, il modello 730/2026 non recepisce ancora questa novità e i software utilizzati da CAF e commercialisti continuano a bloccare automaticamente la deduzione totale.
Cosa ha deciso la Cassazione
Secondo la Suprema Corte, il concetto di “assistenza specifica” previsto dall’articolo 10 del TUIR non deve essere interpretato in modo restrittivo.
Fino a oggi, infatti, l’Agenzia delle Entrate riconosceva la deduzione piena solo per prestazioni rese da figure professionali sanitarie o specializzate, come infermieri, educatori professionali o operatori socio-assistenziali.
La Cassazione ha invece chiarito un principio diverso: ciò che conta non è il titolo professionale del lavoratore domestico, ma la funzione concreta dell’assistenza prestata al soggetto fragile.
In pratica, se la badante assiste una persona con handicap grave certificato ai sensi della Legge 104, anche il suo stipendio può rientrare tra le spese completamente deducibili dal reddito.
Quando si può ottenere la deduzione totale
Per beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessario rispettare alcuni requisiti precisi.
Handicap grave certificato
Il familiare assistito deve avere il riconoscimento ufficiale di handicap grave ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104.
Questa certificazione rappresenta il documento fondamentale per dimostrare la necessità di assistenza continua.
Contratto regolare della badante
Anche il rapporto di lavoro deve essere formalizzato correttamente.
La badante dovrebbe essere assunta con un livello compatibile con attività di assistenza personale, come il livello CS previsto dal contratto nazionale del lavoro domestico.
Pagamenti tracciabili
È fondamentale conservare:
- buste paga;
- ricevute dei contributi INPS;
- bonifici o ricevute dei pagamenti;
- documentazione contrattuale.
La tracciabilità delle spese è indispensabile in caso di controlli fiscali.
Perché CAF e commercialisti non possono applicare subito la novità
Nonostante la sentenza della Cassazione, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora aggiornato le istruzioni ufficiali del modello 730/2026. Di conseguenza, i software utilizzati da CAF e intermediari fiscali continuano a seguire le vecchie regole ministeriali.
Questo crea un problema pratico molto concreto: l’inserimento dell’intero stipendio della badante nel rigo E25 viene automaticamente respinto dal sistema. I CAF non possono aggirare il blocco, perché rischierebbero sanzioni legate al visto di conformità.
La situazione potrebbe cambiare nei prossimi mesi se l’Agenzia delle Entrate dovesse emanare una nuova circolare per adeguarsi all’orientamento della Cassazione. In quel caso, chi avrà già presentato la dichiarazione dei redditi potrà recuperare le somme non dedotte tramite una dichiarazione integrativa a favore.
La normativa consente infatti di correggere il 730 entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione originaria.
Possibile rivoluzione fiscale per le famiglie con disabili
La decisione della Cassazione potrebbe segnare un precedente molto importante per il sistema fiscale italiano.
Per molte famiglie che affrontano costi elevati legati all’assistenza quotidiana di persone non autosufficienti, la possibilità di dedurre integralmente il costo della badante rappresenterebbe un aiuto economico concreto.
Ora l’attenzione è tutta puntata sull’Agenzia delle Entrate, chiamata a chiarire se e quando recepirà ufficialmente il nuovo orientamento della giurisprudenza.