Con la stagione fiscale 2026 entra nel vivo anche l’attesa per i rimborsi del modello 730. Non tutti i contribuenti, però, riceveranno le somme nelle consuete tempistiche estive.
L’Agenzia delle Entrate può infatti decidere di sospendere temporaneamente alcuni pagamenti per effettuare controlli preventivi sulle dichiarazioni considerate più “sensibili”.

Nel mirino finiscono soprattutto i rimborsi elevati o le dichiarazioni che presentano anomalie rispetto ai dati già presenti nei sistemi dell’amministrazione finanziaria.
Quando il rimborso del 730 può essere bloccato
I controlli possono essere attivati in due situazioni principali. La prima riguarda i contribuenti che richiedono un rimborso superiore a 4.000 euro. In questi casi il Fisco può effettuare verifiche aggiuntive prima di autorizzare il pagamento.
La seconda situazione riguarda invece le dichiarazioni che contengono dati incoerenti rispetto alle informazioni già in possesso dell’Anagrafe Tributaria. Ad esempio, possono attirare l’attenzione detrazioni particolarmente elevate, variazioni fiscali insolite oppure spese che non coincidono con quelle comunicate dagli enti terzi.
Anche chi richiede importi inferiori ai 4.000 euro può quindi subire controlli se emergono discrepanze considerate anomale.
Controlli anche con CAF e commercialista
Affidarsi a un CAF o a un commercialista non esclude automaticamente la possibilità di verifiche. L’Agenzia delle Entrate può intervenire anche sulle dichiarazioni trasmesse tramite intermediari abilitati, soprattutto quando vengono apportate modifiche al modello precompilato.
Di conseguenza, sia chi presenta il 730 autonomamente sia chi si rivolge a professionisti può essere sottoposto ai controlli preventivi previsti dalla normativa.
Dopo la presentazione del modello 730/2026, l’Agenzia delle Entrate ha fino a quattro mesi di tempo per effettuare gli accertamenti necessari. Durante questo periodo il rimborso rimane sospeso e non viene accreditato né in busta paga né sul cedolino pensionistico. Se le verifiche si concludono senza problemi, il pagamento viene successivamente autorizzato direttamente dal Fisco.
Per i contribuenti che non rientrano nelle verifiche preventive, i rimborsi vengono normalmente erogati tra luglio e agosto 2026.
Chi invece finisce sotto controllo potrebbe dover attendere molto più a lungo. La normativa prevede infatti che il rimborso possa essere pagato entro il sesto mese successivo alla scadenza di presentazione della dichiarazione. In alcuni casi, quindi, l’accredito potrebbe arrivare entro marzo 2027.
Il controllo non significa irregolarità
La sospensione del rimborso non deve essere interpretata come un’accusa di evasione o frode fiscale. Si tratta di una procedura ordinaria prevista dalla legge per consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la correttezza dei dati dichiarati prima di autorizzare pagamenti considerati più delicati.
Negli ultimi anni i sistemi automatici di controllo sono diventati sempre più avanzati e questo ha aumentato il numero di verifiche sulle dichiarazioni che si discostano dai parametri standard della precompilata.
La possibilità di bloccare temporaneamente i rimborsi fiscali è prevista dal decreto legislativo n. 175 del 2014. La norma attribuisce all’Agenzia delle Entrate il potere di effettuare controlli preventivi sulle dichiarazioni che presentano elementi ritenuti meritevoli di approfondimento.
L’obiettivo è evitare l’erogazione di crediti fiscali non spettanti e garantire una maggiore sicurezza nei rimborsi erogati ai contribuenti.