Tra le novità più rilevanti sul fronte pensioni c’è la probabile proroga dell’Isopensione con il vantaggio dei 7 anni di anticipo anche nel periodo compreso tra il 2027 e il 2029.
La misura, che attualmente consente ai lavoratori di lasciare il lavoro fino a sette anni prima rispetto ai requisiti ordinari per la pensione, sarebbe dovuta tornare alla versione originaria dal 1° gennaio 2027, con un anticipo massimo di quattro anni. Tuttavia, l’esecutivo sembra orientato a mantenere in vigore le regole più favorevoli introdotte nel 2018.

Una scelta che avrebbe un impatto importante per molti dipendenti vicini alla pensione e per le aziende impegnate in processi di riorganizzazione del personale.
Cos’è l’Isopensione e come funziona
L’Isopensione è uno strumento nato con la riforma Fornero e riservato alle aziende con almeno 15 dipendenti.
Il meccanismo permette alle imprese di accompagnare verso la pensione i lavoratori più vicini ai requisiti previdenziali, evitando licenziamenti o esuberi traumatici.
Per attivare la misura serve:
- un accordo sindacale;
- la richiesta formale dell’azienda all’INPS;
- l’individuazione dei lavoratori coinvolti.
Il costo dell’operazione resta interamente a carico del datore di lavoro, motivo per cui lo Stato non sostiene spese dirette per questi prepensionamenti.
Pensione anticipata a 60 anni: cosa cambia dal 2027
Con la proroga del beneficio dei sette anni, anche nel 2027 alcuni lavoratori potrebbero lasciare il lavoro già intorno ai 60 anni.
Attualmente, infatti, chi si trova a sette anni dalla pensione di vecchiaia o da quella anticipata può accedere all’Isopensione.
Nel 2026 questo significa:
- pensionamento da circa 60 anni di età;
- oppure uscita con almeno 35 anni e 10 mesi di contributi.
Dal 2027, però, potrebbe entrare in gioco l’aumento dei requisiti pensionistici legato all’adeguamento alle aspettative di vita.
Requisiti più alti dal 2027: possibile aumento anche per l’Isopensione
Se scatterà l’incremento dell’età pensionabile previsto dalle simulazioni tecniche, cambieranno automaticamente anche le soglie per accedere all’Isopensione.
Le ipotesi attualmente circolate parlano di:
- 67 anni e 1 mese per la pensione di vecchiaia nel 2027;
- 67 anni e 3 mesi nel 2028;
- ulteriori aumenti nel 2029.
Di conseguenza, anche lo scivolo pensionistico slitterebbe progressivamente.
Nel 2027, ad esempio, l’accesso all’Isopensione potrebbe richiedere almeno 60 anni e 1 mese di età invece degli attuali 60 anni netti.
Le aziende restano protagoniste della procedura
È importante ricordare che il lavoratore non può richiedere autonomamente l’Isopensione.
La procedura parte esclusivamente dall’azienda, che deve:
- aprire il confronto con i sindacati;
- sottoscrivere un accordo;
- presentare domanda all’INPS.
Solo dopo questi passaggi il dipendente può essere accompagnato verso il prepensionamento.
Perché la proroga dell’Isopensione interessa così tanto
La conferma dello scivolo pensionistico fino al 2029 rappresenterebbe una soluzione vantaggiosa sia per le imprese sia per molti lavoratori prossimi alla pensione.
Da una parte le aziende possono gestire ristrutturazioni e riduzioni di organico senza conflitti pesanti. Dall’altra, molti dipendenti avrebbero la possibilità di lasciare il lavoro con largo anticipo rispetto ai requisiti ordinari.
Resta ora da attendere la conferma ufficiale delle nuove regole e soprattutto l’eventuale aggiornamento dei requisiti anagrafici e contributivi previsto dal 2027.