Il cervello delle mamme (edito da Rizzoli)

 

Katherine Ellison sostiene la tesi che la maternità ti rende più brillante edito da Rizzoli è un libro che stà avendo un notevole successo. Lei parte dal presupposto che spaventava anche lei prima di avere figli che con la maternità se ne vada via oltre alla libertà anche una buona porzione di cervello. Invece si è sorpresa ad aver acquisito molte abilità in più dopo la nascita dei suoi bambini, abilità che non sono andate perdute quando i bambini sono cresciuti e non hanno più avuto bisogno di lei. Devo ammettere che anch’io ho temuto che ormai il mio cervello fosse irrimediabilmente offuscato, avevo difficoltà a ricordare le cose,ed io ho sempre avuto una buona memoria, ero sempre stanca nervosa non avevo collegato che questo dipendesse dalla nascita in meno di due anni di due bambini, che gestivo da sola insieme alla casa e al lavoro nel mio b&b e che non mi facevano dormire per niente. Ho iniziato a riprendere lucidità dopo 4 anni dalla nascita del mio primo figlio quando entrambi hanno iniziato a fare una notte filata di sonno. Ciononostante ho fatto tutto quello che dovevo senza far danni. Mi trovo d’accordo con la tesi sposata dalla Ellison oltre ad avere un cervello come quello di prima e si acquisiscono e si potenziano delle abilità, anzi l’autrice afferma che il cervello migliora perché con la nascita dei bambini si devono imparare tante cose nuove in poco tempo, questo fa aumentare le sinapsi ovvero i collegamenti all’interno del cervello che rendono le informazioni più veloci, il cervello delle donne è 15% più piccolo di quello degli uomini ma le donne spesso usano entrambi gli emisferi contemporaneamente. Ciò le rende capaci di fare più cose contemporaneamente il “famoso” multitasking, si ha meno tempo e s’impara ad usarlo meglio. Migliora la percezione di sé e degli altri, diventano più empatiche e quindi anche sul lavoro capiscono al volo i problemi e sono abituate a risolverli. L’intelligenza emotiva che devono usare ogni giorno per motivare i propri cuccioli si rende utile anche nel rapporto con i colleghi o con i subordinati se si ricopre un ruolo direttivo. E si arriva al tasto dolente del lavoro, per tutti i mammiferi la cosa più dolorosa è stare lontano dai propri cuccioli, se si è costretti a farlo per andare al lavoro è necessario almeno essere sicuri che i bambini stiano al sicuro; da qui la necessità di strutture idonee ad accogliere i piccoli avventori. La cosa importante da trovare al lavoro è la flessibilità per poter disporre del tempo necessario per seguire i figli, e in casa sarebbe necessario ripartire con il partner, quando c’è i lavori di casa e l’educazione e la crescita della prole. I lavoratori con figli sono statisticamente più stabili perché hanno necessità di lavorare e quindi anche più motivati spesso diventano anche più ambiziosi, nonostante questo le donne vengono ancora penalizzate secondo le statistiche statunitensi le donne guadagnano il 10% in meno degli uomini, le donne con figli al di sotto dei 6 anni guadagnano il 30% in meno degli uomini, anche se l’autrice spiega che bisognerebbe tener conto delle ore e dei giorni che si lavora in meno per maternità o con forme di lavoro flessibile, il quale spesso priva l’accesso ad aumenti salariali e ad avanzamenti di carriera. Dove vivo io i datori di lavoro si anticipano non ti danno un lavoro già se sei sposata perché pensano che prima o poi avrai e vorrai dei figli, per questo molte s’inventano un lavoro in proprio e così ho fatto anch’io. “Sei più forte di quanto sembri, e più in gamba di quanto pensi”.

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