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La via dell’artista

La via dell'artista.

La via dell’artista.

Come ascoltare e far crescere l’artista che è in noi

Il cpiub book club di dicembre ha scelto come libro da leggere: La via dell’artista. Sinceramente dopo i primi due libri letti: Ruba come un’artista e semina come un’artista (che mi sono piaciuti molto) ero un po’ in dubbio su questo libro, perché io tutto sono, tranne un’artista.

Ma mi ha convinta la presentazione che afferma che: tutti siamo un po’ artisti ma ci limitiamo perché abbiamo delle paure al riguardo, d’altronde io per lavoro scrivo, quindi un po’ artista pensandoci lo sono. Da piccola sognavo di diventare una scrittrice che è comunque un lavoro creativo, quindi mi sono decisa e l’ho acquistato.

Il percorso è di dodici settimane ma noi non avevamo tutto questo tempo, se volevamo finirlo per dicembre, quindi ho deciso di fare tre settimane in uno. Mi è piaciuto il consiglio di uscire con il nostro artista bambino, che in definitiva significa: darci del tempo esclusivo solo per noi, per ricaricarci. Perché essere artisti ti prosciuga e bisogna trovare sempre nuova ispirazione. Per il momento la mia ispirazione sono i miei figli, ma anche: i libri, i viaggi, le foto, il mare e l’estate.

La via dell’artista la trama:

“La via dell’artista” incomincia dall’idea che l’espressione artistica non sia qualcosa di artificiale o d’innato, bensì la naturale direzione della vita di ognuno. Una direzione che va scoperta al di là delle paure, seguita amorevolmente, abbracciata con tutti noi stessi. Non c’è bisogno di lunghi tirocini nè di sofferenze inaudite per “creare”: basta capire come mettersi in ascolto di se stessi. Nel percorso tracciato da Julia Cameron è possibile imparare come diventare artisti, superando quei blocchi psicologici e pratici. Il percorso si articola in dodici settimane iniziando con alcuni esercizi semplicissimi, che daranno risultati sorprendenti indipendentemente dalla propria abilità.


2 commenti

  • naturalentamente il 27/11/2015 scrive:

    Che consiglio di lettura interessante!
    Negli ultimi anni e, in particolare, negli ultimi mesi, ho scoperto in me un’attitudine al colore che mai avevo notato o che forse ho sempre finto di non vedere.
    Stavo per iscrivermi ad un corso di acquarello, poi per vari motivi ho dovuto rinunciare e continuo col colorare mandala ad altri disegni presi da libri di Art Therapy. E’ un’attività che mi aiuta a riconciliarmi con me stessa, che mi calma, e che agisce anche sull’accrescimento della mia autostima, devo dire.
    Grazie per questa segnalazione, non mancherò di procurarmi questo libro!
    A presto,
    Valentina



    • Angela Ercolano il 30/11/2015 scrive:

      Quando avevo i bimbi piccoli anche io coloravo i mandala, me lo hai fatto ricordare devo provare a rifarli e’ da un po’ che li ho abbandonati.



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