Manuale di sopravvivenza per pessime madri

Manuale di sopravvivenza per pessime madri

Una mamma che se ne frega della perfezione e’ la #mamma di un #bambino felice. @lucreziasarnari conosciuta in rete come C’era una Vodka.

La pessima madre e’ una che ha avuto una pessima idea, ma la esegue ottimamente @ceraunavodka

Quando è nato First ho avuto subito la sensazione forte, che mi fosse successa la cosa più bella della mia vita, non ha tutte le mamme succede subito così, sono mamme sbagliate? No, le mamme sbagliate non esistono, sono semplicemente se stesse! Siamo tutte donne diverse, perché dovremmo essere mamme tutte uguali?!?!?
Sinossi
C’è una cosa che dovete sapere: le pessime madri non esistono. O meglio, non esiste un solo tipo di pessima madre. Che tu sia una mamma smart, sempre pronta a lasciare la prole a nonni e baby sitter, o che ti senta più una mamma chioccia, non importa. Alla fine sempre un po’ pessima ti sembrerà di essere. Allora tanto vale riderci su. Provare a sopravvivere a pannolini e biberon nella maniera che vi fa star meglio. Fase dopo fase, dalla gravidanza al ritorno al lavoro passando per l’allattamento, tra le pagine di questo libro troverete consigli infarciti di ironia per imparare a sorridere anche quando quella dolce creaturina di pochi mesi vi apparirà come il vostro carceriere. Capirete che far convivere aperitivi e biberon, carrozzine e tacchi si può a patto che impariate ad accettare le vostre imperfezioni. Perché una mamma che se ne frega della perfezione è la mamma di un bambino felice.”Manuale di sopravvivenza per pessime madri” è un libro che racconta, da mamma a mamma, la verità sulla maternità, un percorso intenso ma pieno d’amore, spesso travagliato che non sempre inizia con un colpo di fulmine per il piccolo di casa. E, capitolo dopo capitolo, inizierete a domandarvi se essere una pessima madre non sia, in realtà, il modo migliore per sopravvivere. Il libro è ispirato al blog “C’era una vodka”.

 

Non avrai il mio shampoo di Barbara Solinas è un libro forte, di quelli che non hai sempre voglia di leggere, l’ho letto in aereo mentre salivo a Milano per lavoro e mi ha colpito tantissimo. La protagonista perde tutti i capelli e per quanto noi ci diciamo che dobbiamo piacere per il nostro cervello e interessare per il nostro carattere, alla fine la prima cosa che vedono gli altri è il nostro aspetto!

Sinossi

Provate a immaginare: una mattina vi svegliate e sentite qualcosa di “peloso” sul cuscino. Pensate sia il gatto, ma non è così. Vi alzate dal letto, vi guardate allo specchio: siete quasi calve. Vi toccate la testa e i pochi capelli che avete ancora vi rimangono in mano come ciuffi d’erba.È quello che accade a Gio in “Non avrai il mio shampoo”, colpita all’improvviso da una forma di alopecia areata.“Noi portatori di testa nuda abbiamo piccole convinzioni: l’alopecia capita alle persone sensibili; non è mai per caso; ti rende, tuo malgrado, migliore. Credo sia vero, ma non per meriti, piuttosto per la fattispecie della malattia stessa: l’alopecia ti lascia sano, non hai dolori, non ti ricoverano da nessuna parte, non devi occuparti di tamponare ferite, di fare riabilitazione. Niente.

Non fa altro che portare via la tua immagine, te la strappa di dosso come l’imbianchino la tappezzeria vecchia.”E così, tra pareri medici e parrucche, vacanze al mare, vergogna e moti d’orgoglio, Gio riesce finalmente a guardare in faccia la realtà e a raggiungere il traguardo più difficile, ma anche quello che dà la soddisfazione più grande: accettarsi per come è e volersi ancora più bene.

4 commenti su “Manuale di sopravvivenza per pessime madri”

  1. Due proposte molto diverse ma entrambe interessanti. Per la prima, a dire il vero, mi sento un po’ fuori tempo, però lo terrò come idea regalo per qualche neomamma.
    Quanto al secondo, non sapevo neppure che fosse una malattia che potesse colpire le donne!

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  2. Bhè…. due proposte molto differenti tra loro ma che hanno, in ogni caso, come protagoniste delle donne. Io ammetto la mia ignoranza in materia: non li conoscevo nemmeno uno.

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