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La divisione in sillabe

First non ha compreso benissimo la divisione in sillabe, così ho pensato di farne un ripasso durante l’estate, ovvio che devo ripassarmi le regole prima io 😉

Ho trovato anche un divisore in sillabe on line così se first si stancherà di scrivere potrò proporgli questa alternativa.

[Luca Serianni, Le Garzantine, 1997, Garzanti Libri spa, Milano], sottolineando che questi standard sono stati fissati nel 1969 dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, dopo una serie di discussioni sul carattere problematico della suddivisione:

 

– Una vocale iniziale di parola, seguita da una sola consonante, costituisce da sola una sillaba. La parola asola, per esempio, è divisa così: a.so.la;

 

– Una consonante seguita da vocale – anche x – fa sillaba con quest’ultima. Prendiamo ancora la parola asola come punto di riferimento: s e o fanno sillaba, perché la prima è una consonante e la seconda è una vocale. Lo stesso vale per “la”;

 

– I gruppi di foni grafici, definiti drigrammi e trigrammi – vale a dire quelli che non vengono pronunciati durante l’emissione del suono, ma solo scritti – non vanno assolutamente divisi. Appartengono a questo tipo di nessi “ch”, “gh”, “gl”, “gn”, “sc”, “cia”, “cio”, “ciu” e via dicendo, in cui h e i sono indicati semplicemente per far capire che c si pronuncia come in cane e non come in cinema, citando soltanto il primo caso; in parole come gnomo e aglio, inoltre, i gruppi gn gl hanno un solo suono; quindi, non scomponibile. La sillabazione, in questi casi, sarà la seguente: chela in che.la; gnomo in gno.mo; aglio in a.glio; ciao in cia.o;

 

– b, c, d, f, g, p, t, v + l/r non si dividono mai. Per esempio: cablare non sarà diviso in *cab.la.re ma in ca.bla.re; reclamo non sarà *rec.la.mo ma re.cla.mo;

 

– La s va sempre con la consonante della sillaba successiva. La parola listino non sarà divisa in lis.ti.no ma in li.sti.no: la sillaba alla quale la /s/ si lega non è /li/ ma /ti/;

 

– Le doppie, ovviamente, vanno sempre divise (anche il gruppo cq va considerato come fosse una doppia). La divisione di gatto sarà, quindi, gat.to; acqua, invece, sarà divisa in ac.qua;

 

– I dittonghi e i trittonghi non si dividono mai. Ciao sarà diviso in cia.o; aiuto in a.iu.to e così via;

 

– Lo iato consiste in una separazione; quindi, due vocali in iato non saranno mai nella stessa sillaba. Esempio: aereo si divide in a.e.re.o;

 

– Tutte le altre consonanti, non menzionate nei punti precedenti, vanno sempre divise. Palma, per esempio, si divide in pal.ma; non c’è alcuna regola, infatti, che stabilisce il contrario;

 

– Nelle parole con tre o più consonanti la divisione avviene tra la prima e la seconda. Pensiamo alla parola sempre; questa va divisa in sem.pre, perché, essendo il gruppo mpr costituito da tre consonanti, la prima, m, va separata dalla seconda, p.

 

Per completezza, in base al numero di sillabe le parole vengono classificate in:

– Monosillabi, composti da una sola sillaba (es. “re” “se” “sta”);

– Bisillabi, formati da due sillabe (es. “regno” “serpe” “stato”);

– Trisllabi, costuiti da tre sillabe (es. “regnante” “serpente” “statale”);

– Quadrisillabi, con quattro sillabe (es. “regnavamo” “serpeggiare” “statalista”);

– Polisillabi, con un numero di sillabe maggiore di quattro (“statalizzare”).

Ho preparato una scheda dove ogni giorno metterò delle parole e First dovrà fare la divisione, se v’interessa potete scaricarla cliccando divisione in sillabe. Metterò il foglio in una plastica trasparente e gli farò utilizzare un pennarello ad acqua così potrà cancellare e riscrivere tutte le volte che vorrà, buon lavoro a tutti. 🙂

Interessante anche il librino flip flap di mammozza.


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