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Ancora dalla parte delle bambine

Non ho bambine ma voi sapete quanto mi piacerebbe 😉 Così ho acquistato questo libro. Che devo dire ho trovato veramente noioso! Il progetto è interessante, è vero che spesso le donne vengono cresciute diversamente, più responsabilizzate e che il rosa è dominante, comunque non bisogna nemmeno demonizzare tutto, non tutto il femminile è il male.

La trama:

Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l’educazione sociale e culturale all’inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all’ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell’antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent’anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l’uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l’interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell’infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l’identità è fluida come il web.


7 commenti

  • Federicasole il 25/1/2013 scrive:

    Questo libro fu oggetto di esame ad un corso all’università sull’educazione di genere, che dire se non che è molto interessante. Tra l’altro è ancora attuale, gli stereotipi continuano, anzi aumentano, sta a noi genitori cercare di sradicarli. Per me è stato un libro fondamentale nella crescita e costruzione dell’identità. Ho sempre pensato quello che afferma l’autrice e trovarlo scritto gli ha finalmente riconosciuto verità a livello ufficiale, credo che dovrebbero leggerlo anche le nonne e i papà per cambiare mentalità alla radice. Suggerimento molto utile!



    • Super Mamma il 25/1/2013 scrive:

      questo tuo suggerimento mi piace molto:
      “credo che dovrebbero leggerlo anche le nonne e i papà per cambiare mentalità alla radice”
      mi sono scocciata che l’educazione sia dei maschi che delle femmine sia solo un problema per le mamme!



  • Stefania il 26/1/2013 scrive:

    Bhè… se l’hai trovato noioso non lo prendo per niente in considerazione… vorrei tenere la noia lontana da me il più possibile, così cercherò altro pur avendo una figlia femmina.



    • Super Mamma il 27/1/2013 scrive:

      si Stefania il libro dice cose giuste, è vero che ci sono delle differenze di genere e quelle femminili sono più marcate però il libro l’ho trovato pedissequo e pedante.



  • ArteMamma il 27/1/2013 scrive:

    Ne ha parlato di recente anche un altro blog che seguo. MI sembra una lettura interessante, anche perché credo che si sia molto da riflettere e discutere sulla differenza di genere.
    A presto!
    🙂



    • Super Mamma il 28/1/2013 scrive:

      Ciao cara sicuramente è una lettura che fa riflettere fosse stato un libro un po meno noioso sarebbe stato sicuramente meglio ciao 🙂



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